Le impronte digitali sono la traccia lasciata dai dermatoglifi presenti sui polpastrelli delle mani, ovvero l’insieme delle creste e dei solchi cutanei che assumono forme diverse in ognuno di noi.
Dentro questo numero
Un’indagine sulle tracce che lasciamo attraverso gesti, materie e persone, dove il cibo diventa segno riconoscibile e irripetibile.
Gli autori
Beatrice Azzolina, Giorgia Cannarella, Margherita Cristallo, Luna Salva Ferrari, Francesca Gaglione, Francesca Mastrovito, Davide Puca, Stefano Scatà, Andrea Strafile, Roberto Taddeo, Marco Varoli, Nicolò Venturi, Enrico Vignoli
Hanno la caratteristica di essere individuali, uniche e immutabili nel tempo: si formano nel feto all’ottavo mese di gravidanza e non cambieranno più per tutta la vita.
Ecco perché vengono usate come segno di riconoscimento personale. Interessante, non trovate? A volte non ci rendiamo conto di quanto possano essere importanti e ricche di informazioni le nostre tracce. Perciò abbiamo deciso di parlare di impronte, di batteri, di mani che imprimono sapori e personalità in quel che fanno. Parliamo di stile e di unicità.