Dispensa n. 2

Settembre, 2014

C’è un cibo parlato e uno che hai voglia di spegnere la televisione; c’è un cibo veloce che consumiamo distratti, e quello preparato da mani familiari che continuiamo a ricordare. C’è un cibo pensato, che fai fatica a capire, e c’è un cibo quotidiano di gesti sempre uguali. C’è un cibo fotografato e virtuale, e un cibo provato. Un cibo fragile e superficiale, uno solido fatto di fatica e di ore. Un cibo sognato e uno reale, fatto con le mani. Intelligenti, esperte, coraggiose mani. Al lavoro della mani, quelle degli artigiani, dei cuochi, dei lavapiatti, dei potatori, dei raccoglitori, e delle nostre mani che adoperiamo (lo facciamo ancora?) per cucinare o per mangiare, è dedicato questo secondo numero di Dispensa.