Dispensa n. 10

Ottobre, 2018

L’espressione tabula rasa deriva dalla tavoletta di cera anticamente usata dai Romani per scrivere. Quando ne era stato cancellato (raso) ogni segno, era completamente ripulita e pronta per essere scritta di nuovo. Noi che ci occupiamo di scrittura abbiamo sposato questa espressione a cinque anni dall’uscita del primo volume di Dispensa perché avevamo voglia e bisogno di un cambiamento per far riposare le idee. Volendo interpretare la tabula come una “tavola da pranzo”, nel gergo che più ci piare (quello del cibo), abbiamo fatto tabula rasa nel senso di sparecchiato, consumato ogni cosa, raso al suolo. Ci siamo messi alla prova fisicamente: abbiamo camminato per oltre cento chilometri lungo un sentiero appenninico, siamo andati a Bali a fare yoga, ci siamo rinchiusi in una clinica detox, abbiamo incontrato un respiriano e molte altre cose che leggerete di seguito. Constatando che si può essere felici anche mangiano cibo molto semplice, bevendo acqua fresca e, cito Confucio: “avendo come cuscino unicamente il proprio braccio ripiegato”.